Dal 1° Gennaio 2019 entrerà in vigore la fatturazione elettronica obbligatoria
Ecco cosa cambierà per le imprese!

 

Dopo la Pubblica Amministrazione che ha introdotto la fatturazione elettronica già dal 2015, ora tocca alle imprese private. La Legge di Bilancio 2013 emanata a dicembre 2017 dice che:

“Dal 1o gennaio 2019, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello stato italiano dovranno essere documentate da fatture elettroniche.”

Diversamente, per le fatture elettroniche verso/dall’estero, si continuerà ad utilizzare il metodo classico.

Come funziona la fatturazione elettronica?

La fatturazione elettronica tra aziende è un processo il cui risultato porta all’emissione di una fattura in formato XML che verrà trasmessa, ricevuta, firmata e conservata in maniera digitalizzata.

A tal proposito nasce un sistema di interscambio messo a punto dall’Agenzia delle Entrate e gestito da Sogei. Sogei è una società controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze che opera nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il suo compito sarà quello di fornire un servizio completamente gratuito alle imprese per trasmettere e ricevere le fatture elettroniche.

Con l’introduzione della fatturazione elettronica, la tradizionale fattura cartacea, se non tramutata in formato XML, perde qualsiasi validità legale e fiscale.

Si tratta di una manovra messa a punto dal governo insieme all’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione fiscale. In questo modo si terrà traccia di tutti i movimenti delle diverse imprese presenti sul territorio italiano. Sarà assicurata la massima trasparenza tra aziende.
Il formato elettronico garantisce infatti l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione.

In sostanza la fatturazione elettronica B2B utilizza anche tra aziende private gli stessi parametri delle fatture elettroniche della PA (Pubblica Amministrazione) ovvero la trasformazione in XML; la trasmissione; la ricezione e la conservazione.

Chi dovrà adeguarsi alla fatturazione elettronica?

Entro il 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica obbligatoria entrerà in vigore per tutte le aziende, i liberi professionisti e i possessori di partita IVA, mentre escludono dal seguente obbligo coloro che svolgono prestazioni occasionali senza raggiungere i 5000 euro di guadagno all’anno.
Ad essere interessati dalla normativa saranno anche tutti i fornitoti di benzina e gasolio che, secondo l’Art. 1, Comma 920 della Legge di Bilancio 20512017, dal 1° gennaio dovrebbero partire con la fatturazione elettronica, nel caso di “acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica”.
Naturalmente l’obbligo non scatterà per tutte le cessioni di carburante, ma solo per quelle in cui l’acquirente informerà che l’acquisto è stato realizzato in virtù di un’attività d’impresa o professione.

Le conseguenze della fatturazione elettronica tra aziende

Cambiando il processo di fatturazione, cambiano anche le dinamiche e i workflow che hanno regolato fino ad oggi la fatturazione in azienda. Alcune delle conseguenze implicate dalla normativa prevedono l’obbligo di conservare le fatture in formato digitale, la capacità di emettere fatture nel formato elettronico richiesto (XML) e la difficoltà nell’interpretazione del contenuto riportato con un codice linguistico ben diverso da quello utilizzato quotidianamente.

In pochi hanno però compreso che il vero ostacolo per le aziende non sarà quello di utilizzare un diverso formato o di inviare al sistema di interscambio le fatture elettroniche, bensì quello di implementare questi nuovi aspetti nei flussi di lavoro riconciliandoli digitalmente all’interno dell’intero ciclo dei preventivi, degli ordini, delle commesse, degli incassi e dei pagamenti. Questa è la reale problematica a cui le aziende andranno incontro a partire dal 1° gennaio 2019.

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