Visitare una fiera è solitamente un sacrificio, specialmente quando  questa ha sede all’estero, ma è quando si rientra nel proprio ufficio e si ragiona su cosa si è visto e su chi si è conosciuto, che ci si rende conto di essersi arricchiti di informazioni e di conoscenza.
Nel mio caso questa sensazione l’ho avuta dopo aver visitato l’ISE 2017 ad Amsterdam a febbraio di quest’anno.
L’ISE è la più importante fiera europea per ciò che concerne i sistemi integrati, ovvero tutta la tecnologia audio, video e multimediale che ritroviamo nelle nostre case e soprattutto nelle nostre attività lavorative.
Questa fiera è nata nel 2004 dalla collaborazione delle due più importanti associazioni che raggruppano i produttori di questi sistemi: Cedia, per quanto riguarda l’ambito della Home Tecnology e Infocomm, per la parte professionale.
Pur avendo, con la nostra attività, una storia di 50 anni, da diverso tempo mi sono resa conto di come il multimediale sia sempre più presente in ogni attività che svolgiamo. Per questo ho preso al balzo l’occasione di un invito da parte di Sharp, nostro partner storico, a visitare l’ISE sia per vedere le novità da loro proposte che per partecipare ad una presentazione di alcuni case history di successo.
Ed è stato proprio durante questa presentazione che ho avuto modo di ascoltare una persona acuta, brillante ed appassionata (cosa rara in mondo così tecnologico) come Amedeo Bozzoni che svolge il ruolo di editor-in-chief  della rivista specializzata Sistemi Integrati” 
Dapprima nella sua relazione ha raccontato la genesi e lo sviluppo di questa fiera, ma poi si è dedicato alla spiegazione di quali sono le due leve del successo attuale e sicuramente futuro dei monitor multimediali:
COLLABORAZIONE e CONDIVISIONE
Ormai negli uffici ci sono sempre meno posti di lavoro, si utilizza la videoconferenza e si lavora in gruppo condividendo files e informazioni. Nella scuola l’apprendimento è facilitato dalle lezioni multimediali e interattive, così come in ogni luogo pubblico si trovano info-point o accessi a servizi in autonomia. Tutto ciò che si produce si può facilmente condividere, sia che si tratti di collaboratori, allievi, o clienti annullando il passaggio al cartaceo, ma utilizzando solo i devices. 
Questo modo di ragionare mi trova perfettamente d’accordo, in Stl Design & Tecnologia, infatti, da diversi anni stiamo applicando i concetti della Responsabilità Sociale d’Impresa, e l’utilizzo del Digital Signage (la cartellonistica digitale”) produrrà sicuramente un beneficio in campo ambientale con la riduzione dell’utilizzo della carta.
Per arrivare a una situazione ideale, ha spiegato Bozzoni in conclusione del suo intervento, è fondamentale che si arrivi ad un’ottimale fluidità dei contenuti, delle trasmissione dei dati da remoto. Si deve raggiungere un’alta qualità dell’immagine anche in cattive condizioni di luce perché l’interazione sia efficace.
Questi argomenti, trattati brevemente durante la conferenza, mi avevano incuriosito ed è stata una bella coincidenza trovare Amedeo a mio fianco durante la cena e poter continuare la discussione.
Per tutta la sera ho approfittato della sua vicinanza per acquisire informazioni e confrontare i progetti che stiamo realizzando nella nostra azienda con le sue previsioni nel mondo del multimediale.
Quando si ha occasione di parlare con persone brillanti, gli argomenti spaziano e così, chiacchierando delle nostre esperienze, ci siamo resi conto di avere molto in comune dal punto di vista professionale: siamo entrambi ricchi di creatività, ma con i piedi ben saldi per terra e estremamente determinati nella realizzazione di un progetto che ci sta a cuore.
Ma è stato il giorno dopo, fresca di queste conversazioni, che mi sono resa conto che tutto era già stato immaginato e, in qualche modo, realizzato ed ad aprirmi gli occhi è stata la visita al Van Gogh Museum di Amsterdam.
Camminavo in mezzo agli splendidi dipinti di questo bellissimo museo, ascoltando l’audioguida che descriveva la tecnica pittorica di Van Gogh e lo scopo che voleva raggiungere con il suo lavoro e mi sembrava che venissero descritte le caratteristiche che dovrebbe avere un monitor.
I fitti tratti di pennello infatti sono molto simili ai pixel che con l’avanzare della tecnologia diventano sempre più piccoli e numerosi. Nell’allontanarsi dal quadro, come dal monitor, i colori si fondono assieme per dare un risultato di magica omogeneità. 

VAN GOGH ALIVE VERONA
Van Gogh ha cercato l’equilibrio nei colori , ha cercato un risultato più realistico possibile attraverso mille esperimenti, arrivando a fare autoritratti dove dipingeva i propri occhi di colore diverso per capire quale sfumatura fosse più vicina alla perfezione.

Oltre ai colori, l’altra cosa che più interessava a Van Gogh era la luce, elemento fondamentale per rendere leggibili i sentimenti dei personaggi o le stagionalità nelle nature morte. E questo elemento è determinante anche in un buon monitor, infatti, solo una buona luminosità permette a chi si trova davanti allo schermo di godere appieno dei contenuti.
In pratica, il pittore e il moderno Digital Signage, pur utilizzando tecniche e tecnologie molto diverse, hanno lo stesso scopo: giocare su colori e luci per trasmettere emozioni.
In conclusione, da questa fiera sono tornata con un bel bagaglio di conoscenze su quelle che sono le tendenze nel mondo del multimediale, ho conosciuto persone interessanti e stimolanti, e ho preso consapevolezza di essere in grado di consigliare ad ogni cliente la migliore soluzione che gli permetta di guadagnare in visibilità, credibilità, efficienza, sostenibilità, ma, soprattutto, in bellezza.